ETF cosa sono e come funzionano

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Cosa sono gli ETF

Un Exchange Traded Fund (ETF) è un tipo di asset finanziario che rappresenta una raccolta di titoli, come per esempio, le azioni e che replica un indice sottostante, sebbene possano investire in un numero qualsiasi di settori industriali o utilizzare varie strategie. Gli ETF sono per molti versi simili ai fondi comuni di investimento; tuttavia, sono quotati in borsa e le loro azioni vengono scambiate proprio come le azioni ordinarie.

Un esempio è l’ETF SPDR S&P 500 (SPY), che replica l’indice S&P 500.

Gli ETFs possono contenere molti tipi di investimenti, comprese azioni, materie prime, obbligazioni o una combinazione di tipi di investimento. Un exchange traded fund è un titolo tradabile, il che significa che ha un prezzo associato che gli consente di essere facilmente acquistato e venduto.

Gli ETF sono chiamati Exchange Traded Fund perché sono scambiati in una borsa proprio come le azioni.

Il prezzo delle azioni di un ETF cambierà durante la giornata di mercato man mano che le azioni vengono acquistate e vendute. Questo è diverso dai fondi comuni di investimento, che non vengono scambiati in borsa e scambiano solo una volta al giorno dopo la chiusura dei mercati.

Inoltre, gli ETFs tendono ad essere più convenienti e più liquidi rispetto ai fondi comuni di investimento.

Un ETF può contenere centinaia o migliaia di azioni in vari settori o potrebbe essere isolato in un settore particolare. Alcuni fondi contengono solo azioni di aziende statunitensi, mentre altri hanno una prospettiva globale. Ad esempio, gli ETFs incentrati sul settore bancario contengono azioni di varie banche a livello internazionale.

Tipologie di ETFs

Esistono vari tipi di ETF a disposizione degli investitori che possono essere utilizzati per generare reddito, coprire o compensare parzialmente il rischio nel portafoglio di un investitore.

Possono essere di questi tipi:

  • ETFs obbligazionari: possono includere titoli di stato, obbligazioni societarie e obbligazioni statali e locali.
  • ETFs di settore: seguono un settore particolare come la tecnologia, le banche o il settore del petrolio e del gas.
  • ETFs sulle commodity: investono in materie prime tra cui petrolio greggio e oro.
  • ETFs valutari: investono in valute estere come la sterlina o il dollaro.
  • ETFs inversi: tentano di guadagnare dal calo delle azioni andando short. Lo shorting è vendere un’azione allo scoperto, aspettandosi un calo di prezzo per riacquistarla ad un prezzo più favorevole.

Come comprare e vendere ETF

La compravendita di ETF avviene tramite broker online e broker tradizionali. Un’alternativa ai broker sono i robo advisor come Betterment e Wealthfront che fanno uso di ETFs nei loro asset d’investimento.

Di seguito sono riportati gli ETF attualmente più popolari sul mercato. Alcuni seguono un indice di azioni creando un portafoglio ben diversificato mentre altri si rivolgono a settori specifici.

  • SPDR S&P 500 (SPY): Il più vecchio ed anche il più conosciuto, replica l’indice S&P 500
  • iShares Russell 2000 (IWM): monitora l’indice a bassa capitalizzazione Russell 2000
  • Invesco QQQ (QQQ): indicizza il Nasdaq 100, che in genere contiene titoli tecnologici
  • SPDR Dow Jones Industrial Average (DIA): rappresenta i 30 titoli del Dow Jones Industrial Average
  • ETFs settoriali: monitorano singoli settori come petrolio (OIH), energia (XLE), servizi finanziari (XLF), REIT (IYR), biotecnologia (BBH)
  • ETFs sulle commodity: rappresentano i mercati delle materie prime tra cui petrolio greggio (USO) e gas naturale (UNG)
  • ETFs detenuti fisicamente: le azioni SPDR Gold Shares (GLD) e iShares Silver Trust (SLV) detengono lingotti fisici di ore e argento nel proprio fondo

Vantaggi e svantaggi degli ETF

Gli ETFs offrono hanno costi molto vantaggiosi per gli investitori perché acquistare singolarmente tutte le azioni contenute in un portafoglio ETF richiederebbe commissioni molto più alte piuttosto che acquistare e/o vendere un singole ETF

I broker di solito addebitano una commissione per ogni operazione. Alcuni broker offrono persino zero commissioni su alcuni ETF a basso costo, riducendo ulteriormente i costi per gli investitori.

Gli ETF in genere hanno spese basse poiché seguono un indice. Ad esempio, se un ETF replica l’indice S&P 500, potrebbe contenere tutte le 500 azioni, rendendolo un fondo a gestione passiva e che richiede meno tempo. Tuttavia, non tutti gli ETFs replicano un indice in modo passivo.

ETF a gestione attiva

Esistono anche ETFs a gestione attiva, in cui i gestori sono maggiormente coinvolti nell’acquisto e nella vendita delle azioni che compongono il fondo.

In genere, un fondo gestito attivamente avrà commissioni più elevate rispetto agli ETF gestiti passivamente.

Per gli investitori è molto importante sapere come viene gestito il fondo, sia esso gestito attivamente o passivamente, e quali sono i costi rispetto al tasso di rendimento per assicurarsi che valga la pena investirci.

non tutti gli ETF sono ugualmente diversificati. Alcuni possono contenere una forte concentrazione in un settore, o un piccolo gruppo di azioni o asset correlati tra loro.

ETFs e dividendi

Gli ETF offrono agli investitori la possibilità di guadagnare anche con i dividendi. I dividendi sono una parte degli utili di un’azienda che vengono pagati agli investitori in possesso delle loro azioni. Anche gli azionisti di ETFs hanno diritto ad una parte di questi utili.

Dal punto di vista fiscale gli ETFs sono molto più efficienti dei fondi comuni di investimento poiché la maggior parte delle compravendite avviene attraverso uno scambio, il gestore dell’ETF non deve riscattare le azioni ogni volta che un investitore desidera vendere, e non è necessario emettere nuove azioni ogni volta che un altro investitore desidera acquistare.

Nel caso di un fondo comune di investimento, ogni volta che un investitore vende le proprie azioni, le rivende al fondo, in questo modo si può creare un debito fiscale che deve essere pagato dagli azionisti del fondo.